Vecchie ricette, nuovi problemi

Globalizzazione 1950 - 2014

Come tutti i tecnici, il buon Padoan crede che l’economia sia una specie di partita a scacchi: fatta una mossa – tipo elargire 80 euro a una parte dei lavoratori – questa mossa innesca un ciclo virtuoso, o almeno un avvio.

Invece? Non è successo nulla.

Anzi. L’economia è ferma, l’inflazione è negativa nelle città periferiche e la gente continua ed emigrare, anziani compresi.

E se ne vanno sopratutto dal Nord e dal Lazio.

Se ne vanno gli over 40, quindi chi ha professionalità che a noi non servono.

E qui si apre il discorso sull’eventuale aiutino da parte della BCE e della UE.

Ammesso che Renzi riesca a fare quello che gli ha suggerito, (in segreto), Draghi a Città della Pieve, e ammesso che ci siano dei soldi da spendere, può questo aiutino rimettere in moto l’economia italica?

Basterà aggiustare qualche scuola e avviare qualche cantiere edile?

Per qualche costruttore, per un po’ di operai stranieri e qualcuno che allatta sui lavori pubblici, qualche beneficio momentaneo ci sarà, ma per tutti gli altri disoccupati autoctoni e tutte le altre imprese che non riescono più a competere a che serve finanziare la solita edilizia? Certo non esporteremo di più!

Perché è chiaro che mettere gli italici a lavorare per passarsi i soldi dall’uno all’altro serve a molto poco: al paese serve esportare di più, attrarre più investimenti esteri e ovviamente far arrivare più turisti.

E sono tutte cose dove occorre una strategia globale che tenga conto dei nostri punti di debolezza, (mancata internazionalizzazione e scarsa digitalizzazione), e che utilizzi i denari disponibili per superare questi scogli.

Certo, c’è da sistenare un po’ di scarichi fognari per evitare che ogni 55 km di costa ci sia un punto d’inquinamento, c’è da migliorare strutture alberghiere e musei, ma tutto questo viene dopo che il paese ha deciso di migliorare la sua produttività, in ogni settore, dalla manifattura alla pubblica amministrazione, dai trasporti al turismo, e questo si può ottenere solo con una maggiore automazione, il che implica però, personale più qualificato (e meglio pagato) e investimenti mirati verso chi ha piani di sviluppo veramente competitivi.

Purtroppo, e da quello che dicono i nostri politici, economisti e commentatori, non sembra che la nostra classe dirigente abbia capito cosa fare: pare che voglia solo altri soldi per continuare a cementificare il paese.

Invece siamo di fronte a problemi nuovi, e vecchie ricette e vecchie strategie non servono, non funzionano.

La gente vota Renzi perché pare uno che vuole fare, purtroppo pare si sia circondato di gente di grande incompetenza e, come ha dimostrato la Storia, la forza di Napoleone era di sapersi scegliere i marescialli, e su questo punto pare che l’ex sindaco di Firenze abbia abbastanza sbagliato.

Euro Killers

 

Povero Euro!

Tutti lo vogliono morto!

E se non lo vogliono morto, lo vorrebbero almeno svalutato, in modo da far correre le esportazioni… di chi esporta, ovviamente!

Come se agevolare le esportazioni (che è cosa buona e giusta) potesse far andare bene quelle aziende che la globalizzazione non l’hanno mai compresa e che credono che il loro orizzonte economico finisca alle mura cittadine.

Pure Draghi, quello che gli economisti americani sbeffeggiano come un parolaio disarmato, vorrebbe l’euro svalutato, ma non sa come fare e forse non lo può neppure fare.

Perchè la valutazione dell’euro è una valutazione che fa il mercato, ed è la stessa che il mercato fa per una borsa francese, un vestito italiano, un’auto tedesca: prodotti di qualità fatti in un continente che ha una superiore qualità della vita rispetto al resto del mondo.

Il valore di una moneta è un giudizio di valore complessivo, non solo della sua economia, e quindi resta difficile togliere dalla testa del mondo che l’Europa è un posto che vale.

 

Il risparmio non é mai guadagno

Spesa pubblica in Europa

Uno dei capolavori di mistificazione costruiti dalla classe dirigente italica è stato quello di far credere che tutti problemi sono nella spesa pubblica e che, ovviamente, tutte le soluzioni sono nel taglio della stessa.

Ovviamente, come tante leggende metropolitane, anche se uno sciorina statistiche che mostrano che la spesa italica non è poi cosí lontana da quelli di altri paesi, la gente continua a credere alla leggenda, perché è la spiegazione più semplice (spesa pubblica = tasse = meno soldi da spendere) e perché evita di far pensare al vero problema: il paese è poco produttivo, sia nel pubblico e sia nel privato, con un settore pubblico che spende tanto ma male e un settore privato che lavora molto ma produce poco.

Le ragioni sono note: nel pubblico si erogano tanti stipendi e sussidi (anche alle imprese) ma è una spesa allocata male, e basti pensare che si spende poco per asili nido e altre provvidenze per le donne, e non si spende in innovazione che spingerebbe la ricerca scientifica e tecnologica.

Nel privato (ad esclusione di quelle aziende che esportano e che se la giocano alla grande contro la Germania), ci sono un sacco di aziendine incapaci di avere una gestione manageriale (e non padronale), poco capitale (e quindi vivere attaccati alla tetta ormai sterile delle banche) il che non permette l’innovazione e l’automazione, unica strada verso il miglioramento dei prodotti e dei servizi.

Quindi, pure immaginando di tagliare con l’accetta la spesa pubblica e mettere un po’ più di soldi nelle tasche della gente, quale sarebbe il risultato oltre l’immediato? Solo rimandare la fine di queste aziendine che certamente non automatizzeranno oggi se non l’hanno fatto ieri quando il soldo c’era.

Che fare dunque? L’unica cosa è migliorare la spesa pubblica, indirizzandola a dare sussidi a chi cerca attivamente un lavoro, incentivare l’automazione nel pubblico, aiutare le famiglie con asili nido e scuola a tempo pieno, aiutare quelle aziende che investono in automazione e che vendono all’estero.

Scopo? Guadagnare di più come paese. E con più esportazioni e più soldi, dare più efficienza alla macchina pubblica e più aiuto a chi è in cerca di lavoro.