Il virus fa scoppiare la famiglia

Più divorzi e più violenze in famiglia per la convivenza forzata

Secondo gli avvocati divorzisti, separazioni cresciute del 60% nel 2020.

Fra le cause, anche l’infedeltà, compresa quella digitale quando uno dei partner scopre messaggi ad amanti e visite a siti d’incontri e sessuali, ma il vero problema è la convivenza forzata in casa per molti giorni con il partner e i figli che fa esplodere conflitti già palesi o latenti

Come ha scritto un economista, la gente andava al lavoro soprattutto per uscire dall’inferno domestico, e anche se finivano in un altro inferno di traffico e di lavoro (molto spesso cervellotico e inutile), era pur sempre preferibile a con-vivere con il partner sbagliato.

Italia senza fondamentali

produttività-per-settoriComincia

Autunno 2019, inizia l’ennesima campagna elettorale, dove i votanti correranno a votare per gente che non ha nessuna idea su come gestire il paese attuale, quello immerso in uno scenario mondiale, che muta di mese in mese, e dove fenomeni epocali, come la fine del lavoro, la crisi climatica, là disuguaglianza economica e l’annientamento della classe media, richiederebbero una strategia e una messa in esecuzione di azioni che sono complesse e difficili già in paesi con fondamentali buoni.

Come poi si possa fare in un paese i cui fondamentali sono tutti negativi (giustizia, scuola, fisco, istruzione, disponibilità di capitale di rischio, assenza di una classe dirigente nazionale, debito pubblico) è più un atto di fede, non tanto nei tecnici della politica, ma in sciamani e stregoni capaci di operare magheggi e sortilegi.

Eppure, dando un occhio ai social, si leggono esimi professori universitari e politici con esperienza, nonché esponenti di quelle famose “istituzioni che fanno onore al paese”, che cercano di incastrare pezzi di un Tetris con angoli incompatibili e di finanziare progetti con i soldi del Monopoli.

E la gente comunque gli va pure dietro, sbavando ad ogni bella pensata sparata con convinzione da un politico che crede veramente di poter riparare il Titanic con un pezzo di spara drappo.

Nani in crisi

Non parlo mai di politica italiana. Non è interessante, e i politici sono tutti abbastanza squallidi e impreparati.
 
Quindi, questa non è una difesa del governo in carica, che è più o meno come gli altri precedenti: incompetenza, nessun progetto, e nessuna idea di cosa accade nel paese e nel mondo.
 
Ciò premesso, non mi pare che la bella frenata dell’industria di questi giorni si possa imputare al governo attuale, che poco fa e poco incide sul’economia, se non continuando a seminare paura fra chi dovrebbe spendere e investire.
 
Ma questo lo hanno fatto anche i governi precedenti, dallo scoppio della crisi globale.
 
I problemi dell’industria italiana sono strutturali: aziende individuali e individualistiche, affette perciò da nanismo dimensionale, finanziario e commerciale.
 
E siccome dipende da una base antropologica (paura dell’altro e del futuro, ricerca ossessiva delle sicurezza), c’è poco da sperare nei singoli imprenditori, e l’unica mossa per smuovere il pantano sarebbe che lo Stato attivasse delle iniziative (che non siano la solita cementificazione) per avviare un meccanismo positivo di generazione di ricerca, know-how e brevetti per produrre prodotti e servizi ad alto valore aggiunto.
 
Perché le cose a basso valore aggiunto le possono fare tutti, in Europa e nel mondo.
 
Ma siccome manca anche una classe dirigente, cioè una entità coesa che vive nello stesso posto e condivide la stessa preparazione e cultura, manca da sempre qualcuno sul ponte di comando, né più né meno come al tempo delle signorie, dei comuni, dei principati e delle città stato: tante bande locali che agiscono solo per il proprio tornaconto personale e familiare.
 
Prendersela con gli attuali manovratori (fra cui 2 che non sono neppure laureati) è buttare la croce addosso al primo cireneo che passa dalle parti di Palazzo Chigi, mentre il problema è generato dall’intera popolazione che non si rende contro e, seppure se ne rendesse conto, non vuole cambiare.