Il pesce fete dalla coda

Italiani (forse) in rivolta per le malefatte della classe dirigente denunciate dai grilli parlanti e da giornalisti molto documentati sulle pagliuzze d’oro nell’occhio dei politici ma con grosse opportune fette di prosciutto sui loro occhi quando si tratta di guardare anche alle diffuse malefatte degli stessi cittadini sudditi italici che, come Pinocchio, prima vanno a leccare il culetto al Mangiafuoco del momento, per averne prebende e favori, e poi invocano una Buona Fatina per toglierli dai guai che loro stessi hanno contribuito a creare.

Guardiamo ai giornali, anche quelli nazionali, quotati in borsa e con bilanci in attivo. Nel 2006 hanno avuto da mamma Roma ben 667 milioni di euro pari a 1.291 miliardi di lire.

E i giornalisti? Chissà perchè, loro, i censori della pubblica moralità, debbano avere lo sconto per i viaggi sui treni di Trenitalia, una società formalmente per azioni che però continua a fare sconti ai privilegiati e far pagare il biglietto intero a tutti gli altri poveri fessi.

Tanto per esempio: Milano-Roma in Eurostar AV per i comuni mortali costa in prima classe 74 euro e 51 in seconda, mentre i giornalisti fustigatori di costumi pagano rispettivamente 66,60 e 45,90. Non è tanto, ma anche questo è privilegio di casta non proprio così casta.

Roma sarà pure ladrona ma alla zizza gonfia della lupa capitolina non allattano solo Romolo e Remo!