Matrimoni d’interesse

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Portugal Telecom e la brasiliana Oi stanno per fondersi per dare vita ad un’azienda con 100 milioni di utenti, 7 miliardi di capitalizzazione e ricavi per 12,4 miliardi.

Un’ottima occasione per aggregare tutta o parte di Tim Brasil, una delle poche cose di valore di Telecom Italia sulle cui sorti piangono lacrime di coccodrillo giornalisti, fornitori e politici che non hanno ancora capito che ormai si va verso altre fusioni di telco, in un mercato che sarà sempre più dominato da grandi gruppi e dove, non solo la nostra povera Telecom, ma pure Telefonica, France Telecom e Deutsche Telecom hanno poche possibilità di competere.

A meno che, anche i loro governi non dichiarino queste compagnie materiale strategico e le nazionalizzino (in qualche modo) a vantaggio di pochi e con i soldi dei contribuenti. Ovviamente.

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L’ arretratezza culturale italica

Il bellissimo libro di Enrico Beltramini “Hippie.com” spiega quanto la controcultura californiana abbia contribuito a far nascere un fenomeno come Silicon Valley.

Una fortuna derivante dall’ambiente liberale e libertario, proprio della cultura hippy, che attirò numerosi scienziati europei, oppressi dal bigottismo imperante in paesi come l’Inghilterra del dopoguerra.

In questo momento di gravissima crisi economica, dalla quale non si sa se l’Italia ne uscirà e come ne uscirà, alcune parlamentari trovano tempo per una severa interpellanza contro lo spot della TIM che sottendeva una certa libertà sessuale. Mi sembra un ottimo sintomo che l’Italia è, più o meno, ancora al dopoguerra, se non prima, in termini di antropologia delle classi dominanti.