Sotto a chi tocca!

Fanny Mae e Freddy Mac sono andate, fallite, e bene ha fatto il governo USA a salvarle, nonostante che certe vestali EU del libero mercato si siano sturbate alla notizia che il paese del liberismo avesse preso una misura così statalista.

Purtroppo gli americani hanno un difetto genetico: quando hanno un problema lo devono risolvere. E’ una malattia. Non stanno lì a piangere per anni sul World Trade abbattuto.

Prendono un esercito e il 7 ottobre 2001, cioè nemmeno un mese dopo il 9/11, attaccano l’Afghanistan, a ben 10.000 km di distanza, e sbaraccano i talebani.
Così hanno fatto con le due banche inguaiate di crediti inesigibili.
Ora pare tocchi a Leheman Brothers, banca d’investimenti che era tanto fico avere nel CV. Ne seguiranno altre finchè la carta che sostiene altra carta non sarà sparita totalmente (c’è ancora un po’ di monnezza finanziaria in giro negli USA).
In Europa, invece, dopo il salvataggio della Northen Rock inglese, pare tutto sia tranquillo, anzi, la BCE continua a tenere i tassi a livelli stratosferci, benche l’economia abbia praticamente l’encefalogramma piatto e nessuna speranza di riaversi dal coma artificiale cui l’ha condannata Trichet con la sua assurda politica monetarista. Un accanimento terapeutico contro un malato già poco vitale che costringerà gli europei ad emigrare a loro volta.
Ma i maligni dicono che, forse non quest’anno, ma l’hanno prossimo sicuramente, anche un paio di banche europee dovrebbero saltare.
Quali? Si accettano previsioni e scommesse.
Ma potrebbe anche non accadere niente. In Europa sono molto bravi a nascondere la monnezza finanziaria facendo un po’ di ardite fusioni fra cadaveri e aspiranti cadaveri bancari.
Devono solo mettersi d’accordo su come spartirsi i posti con variopinte forme di governance.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

L’economia tedesca frena! Mi fa proprio piacere, anche se le conseguenze le sentiremo anche noi!
Adesso speriamo che la signora Merkel, l’unico capo di governo con le palle nella EU, chiami a rapporto i cacasotto (da inflazione) della Bundesbank e gli dica di ordinare alla banda Trichet di smettere di trastullarsi con il tasso d’interesse, non alzarlo ancora e cominciare a riflettere (ma senza perdere troppo tempo) di riportare i tassi sotto al 3% e, nel contempo, ordinare alle banche di non prestare soldi a chi non li può restituire e/o li usa per scalate senza avere i denari.

Penna, matita e tassi

Sapete perché in USA si usa normalmente una matita, con l’apposito gommino per cancellare, dove da noi si usa una penna? Perché gli americani, se sbagliano, lo ammettono, soprattutto con loro stessi. Cancellano la stupidaggine e vanno avanti su una strada nuova e diversa. Forse per questo hanno tantissimi brevetti che si ottengono, come diceva il Galilei, “provando e riprovando”, cioè sbagliando e correggendo. Bernake si è accorto che il suo predecessore aveva fatto una bischerata ad aumentare i tassi, cosa che aveva indotto l’impossibilità per molti debitori marginali di pagare le rate dei mutui, ed ha perciò corretto con una bella sterzata a 0,75 gradi la rotta sbagliata. In Europa, invece, dove tutto deve essere scritto e sottoscritto con il sangue, perché siamo sempre la patria di Faust, dobbiamo sopportare che la BCE, che sta a Francoforte ostaggio della Germania, debba essere preda acritica delle paure irrazionali dei tedeschi che si vedono sempre a comprare la birra con un paniere colmo di marchi, pardon, di euro svalutati, anche se l’euro sta a 1,47 sul dollaro e arriverà nel 2008 a 2! Qualcuno ha detto che ieri era un altro 11/9 finanziario. In verità è stata una riedizione del 1/9/1939, quando la Germania scatenò la seconda guerra mondiale per seguire i suoi folli capi e le loro malate perverse ideologie. Oggi, per seguire le follie dei nani della Bundesbank, travestita da BCE, stiamo per assistere ad un nuovo suicidio europeo, questa volta economico, che lascerà in miseria milioni di vittime collaterali del monetarismo tedesco. Speriamo almeno che finisca come allora: che i tedeschi, alla fine, ne paghino le conseguenze con un’occupazione della loro economia da parte della finanza anglo-americana che non è schiava di nevrosi, ma pronta ad adeguarsi ai mutamenti di scenario. Alla BCE servirebbe una rigorosa analisi freudiana ed uno stage in una PMI dove si combatte con costi incomprimibili, fra cui il pizzo alle banche, che sui tassi ci marciano.

Il banchiere sempre in piedi

Qualche giorno fa Draghi aveva messo le mani avanti facendoci sapere quello di cui tutti si erano accorti: le banche centrali non sono in grado di “capire” le economie diventate troppo complicate. Ciò nonostante la FED e la BCE intervengono a testa di cane ed i disastri dell’aumento indiscriminato dei tassi le vediamo nelle nostre tasche sempre più al verde.

Oggi abbiamo un’altra chicca di un altro ex banchiere centrale, TPS, che sul Corrierone ci fa sapere un’altra ovvietà: che le banche centrali non sono fra loro coordinate e lui auspica che più prima che poi si metta in piedi un meccanismo di sorveglianza europea (ma così limitato a che serve?) che possa capire come i flussi finanziari si muovono in uno spazio ormai ad enne dimensioni.

Considerato che i banchieri centrali escono quasi sempre indenni da qualsiasi crisi economica, anche ne se sono fra i maggiori responsabili, queste uscite sembrano un classico “mettere le mani avanti”, magari per non essere coinvolti in qualche tumulto di piazza che, prima o poi, scoppierà in qualche parte d’Europa quando le persone comuni, consumati gli ultimi risparmi, esauriti tutti i lavori legali, grigi ed in nero, si renderanno conto che non si può più comprare pane e latte.

Come Ercolino sempre in piedi, famoso giocattolo premio della Galbani, anche i banchieri centrali non cascano mai grazie ad un solida base di leccaculo spontanei, fatta sopratutto di commentatori economici incompetenti.