Dirigenti con la gonna

Lo scenario economico, quello già in atto nei paesi che hanno cavalcato la rivoluzione digitale (purtroppo non l’Italia del latinorum e del velinorum!), prevede che, alle aziende organizzate come le quadrate legioni romane, rivolte sopratutto a combattere gli altri, si sostituisca un modello fatto di collaborazione più o meno lasca fra le aziende, grazie alle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni.

E chi dovrà dirigere in questo nuovo scenario è chi sarà capace di cercare accordi, collaborazioni, partecipazione, senza prevaricare nè maramaldeggiare, tutte virtù molto femminili e in totale antitesi con quelle maschili rivolte al “combattimento” e alla distruzione dell’avversario economico, il concorrente da eliminare dal mercato.

Sorge perciò un problema per gli attuali dirigenti maschi, tutto testosterone variamente esibito, ma anche per le attuali donne dirigenti, scelte dai cacciatori di teste fino ad oggi sopratutto perchè in possesso di caratteristiche maschili (maschiacci) o perché tentano, penosamente e combattendo se stesse, d’imitare l’aggressività maschile; in parole povere, gli attuali dirigenti, compreso le dirigenti, corrono il serio rischio di essere fatti fuori per non avere quelle caratteristiche necessarie in un mondo del tutto diverso da quello dove, anche con successo, hanno operato fino a oggi.

C’è però una grande possibilità per donne con la gonna, quelle di cui cantava Vecchioni qualche tempo fa, donne che abbiano mantenuto quella stessa capacità di collaborare delle nostre progenitrici raccoglitrici che prendevano dalla natura i frutti senza devastarla.
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