I massaggiatori del LIBOR

Così i giornali inglesi chiamano quei banchieri sorpresi (dagli americani) a massaggiare il LIBOR.

Un massaggio che non ha niente di sessuale, come quelli che fanno in certi centri benessere tailandesi, e neppure terapeutico, come quelli che le signore si fanno fare a giugno per far dimunire la ciccia da peperonate e da troppo aperitivi shakerati.
Massaggiare il LIBOR, ma anche l’EURIBOR, è un modo pittoresco per definire una pratica truffaldina: alcune banche inglesi (infatti la L di LIBOR sta per London) truccavano il valore di questo indice per truffare altre banche e anche i consumatori.
In pratica, alterando i due indici, su cui sono basati prestiti e mutui, si procuravano un ingiusto guadagno ai danni di persone e istituzioni che credevano sulla bontà e l’imparzialità di chi gli indici li gestisce e che invece partecipava attivamente al gioco per procurarsi guadagni miliardari.
Qualcuno si è dimesso. A qualcuno la Regina ha tolto il titolo di Sir. Altri corrono il rischio di essere incriminati dalla magistratura inglese e per altri c’è la richiesta del Dipartimento della Giustizia americano di estradarli negli Stati Uniti.
Ma la conseguenza più grave è l’uragano di cause che sta per abbattersi sulle quattro banche inglesi coinvolte (Barclays, RBS, HSBC, Lloyd Banking Group). Cause che chiunque ha un mutuo o un invetsimento collegato a questi indici può fare. E sono risarcimenti per miliardi in qualsiasi valuta. Un colpo che può distruggere l’intera industria finanziaria londinese.
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