La ritirata di 100.000 statali

Il governo vuole liberarsi di almeno 100.000 statali con un risparmio di 500 milioni di euro l’anno. Il sindacato è insorto e non si capisce perchè visto che gli esodati prenderebbero lo stesso una retribuzione, chiamata pensione invece che stipendio, alcuni per girarsi i pollici a casa invece che in ufficio.

Piuttosto si devono incavolare le mogli che si vedrebbero ciondolare per casa quello che non è altro ormai che un utile bancomat con due gambe che, per mezza giornata e per 35 anni, era stato parcheggiato al ministero. Magari è ancora sessualmente attivo ed intende dare sollievo alla prostata con accoppiamenti giornalieri al posto della sveltina istituzionale del sabato notte di mezzemaniche italico.

Ma di fronte all’esodo di massa è insorto anche un prof milanese che non deve ancora aver capito che la situazione dei nostri conti pubblici è tale che, prima o poi, ci cacciano dall’UE, con la concreta prospettiva che non ci vorranno nemmeno nel Mercato Comune Africano.

Cosa propone il prof, invece di un volgare esodo di massa indiscriminato? Una cosuccia semplice, semplice: che le varie strutture ed i dirigenti pubblici preposti ad esse organizzino (e già quì siamo nei verbi difettivi), organizzino, si diceva, strumenti per valutare chi è un vero fannullone, ed è bene perciò che se ne vada, e chi invece ha tali qualità che è meglio che rimanga in servizio “per non perdere di colpo altissime professionalità” (Fragorose risate dal pubblico in sala che si scompiscia e non capisce se il prof ci fa o ci è).

Purtroppo ci è, ed anche di brutto, perchè lui è convinto veramente che un paese in via di dissoluzione, a causa di una macchina politica ed amministrativa debordante, sovrabbondante e ingombrante, possa veramente auto rigenerarsi.

Forse qualcuno dovrebbe spiegare al prof che per alcune leggiuzze della statistica, se si eliminano 100.000 persone su 3,5 milioni, i danni ed i benefici sulla funzionalità della macchina pubblica non possono minimamente incidere, considerato che stiamo parlando di far esodare il 2,78% dei dipendenti, per altro anziani e da riadattare.

A suo tempo Poste ed Enel mandarono in pensione decine di migliaia di dipendenti, cioè percentuali molto più grandi del 2,78% e le Poste e l’Enel non solo funzionano, ma funzionano anche meglio di prima. E’ bastato cambiare il manico.

Annunci