Lusso, lussuria e pubblicità

Bar Refaeli
Bar Refaeli

Periodicamente, quando non c’è niente su cui polemizzare, scoppiano le polemiche sull’uso del corpo della donna a scopi pubblicitari, vale a dire che un gruppo di femministe (e femministi di rincalzo) attaccano il variopinto mondo della pubblicità dove quasi tutto si cerca di vendere con l’esibizione di vari centimetri di carne umana femminile.

Lasciando un po’ da parte il fatto che tante di queste ragazze scelgono volontariamente di esibirsi, bisognerebbe ricordare che tutta la pubblicità insiste sul concetto di felicità, e quale maggiore felicità c’è nell’immaginario collettivo del piacere del sesso, che certamente implica pure concetti di salute, pulizia, eleganza e lusso?

Infatti la parola lusso deriva dal latino luxus, nel significato di benessere e splendore, con insita però una connotazione di vita stravagante ed edonistica; ma luxus è pure strettamente imparentato con luxuria, che definisce una vita dedita al vizio ed al peccato, ed così che è passata al francese, e da questi al normanno e poi all’inglese, dove luxury è il nostro lusso ed è a sua volta imparentata con lust che appunto significa lussuria.

Come si vede un continuo rimbalzare di significati, sempre però impregnati del concetto che lusso e sesso vanno praticamente sempre in coppia.

Cosa per cui pare un po’ difficile che nell’attuale situazione di certe industrie, dei loro prodotti e dei loro consumatori si possa cambiare il modo di fare pubblicità.

Magari sarebbe augurabile, ma sarebbe possibile?

Locuste e pecorai

La vacca Generali dal suo tranquillo pascolo triestino ha scoperto di essere una preda bella grassa per i fondi locuste che vanno a caccia di occasioni per massimizzare l’investimento dei propri clienti. Come al solito c’è qualche italiano, anche fra gli addetti ai lavori, che cade dal classico pero e si meraviglia di questa novità che in un tempo molto rapido farà passare in mano ai fondi tutte le aziende quotate italiane che sono assolutamente non in grado di difendersi da una potenza di fuoco (cioè di denari) che, come si è espresso un gestore di fondi americani, è in grado di “ingoiare l’intera borsa italiana in una settimana“.

Evidentemente nelle nostre aziende non ci sono strategist, cioè gente il cui lavoro è quello di pensare a quello che succederà fra tre, quattro anni, e si preferisce gestire il contingente con un orizzonte che non va al di là dei bastioni di Milano, delle mura aureliane e dei murazzi torinesi.

Quest’estate ne ho conosciuta una, Laura, una smartissima 30enne bostoniana italo-americana di NYC, che deve prevedere, senza palla di vetro e turbante da maga di Tobruk, cosa succederà nel mondo della moda fra tre, quattro e cinque anni perchè la sua catena di 49 negozi di moda deve sapere per tempo: chi saranno i futuri clienti, chi avrà soldi da spendere, quanto potranno spendere, come cambia l’antropologia culturale e quali impatti avrà sull’altezza della vita dei jeans e sulla lunghezza delle gonne.

E non è un caso che questo succeda in USA, in parte anche in UK e FR, e molto poco da noi. Per oltre 70 anni le nostre classi intellettuali di qualsiasi genere sono state arruolate per far scoppiare una rivoluzione e/o per impedirla e/o, al limite, edulcorarla e, nel frattempo, si è impedita e spenta ogni capacità di analizzare con l’occhio dell’intellettuale i segnali che il futuro lancia sempre all’oggi.

Questa è la ragione per cui da noi generi come la fantascienza non sono mai stati troppo amati e questa è anche la ragione per cui si è dato l’ostracismo a Pasolini la cui fine, tragica e banale, è stata catturata anch’essa per farne un tassello per una rivoluzione che non c’è stata e mai ci sarà.

Questo è un paese che cammina lentamente perchè ha la testa completamente rivolta al passato, remoto, of course, perchè l’Italia è rimasto culturalmente un paese bucolico dove il pastore userà anche il cellulare, ma per segnalare al suo aiutante che può bruciare il bosco per fare prato perchè non c’è in vista nessuna guardia forestale e non ci sono in orbita satelliti per scoprire in tempo gli incendi!