Grillo e l’onanismo politico

Qualche anno fa, di fronte all’orribile edificio del palazzo di giustizia milanese, frotte di nullafacenti esponevano tazebao con “Di Pietro facci sognare” ed altre amenità inneggianti al pool di Mani Pulite.

Com’è andata si sa: qualche indagato si è ucciso dalla vergogna, qualcun’altro ha fatto un po’ di carcere, pochi, se non pochissimi, politici si sono ritirati a vita privata e, come si vede dalle sparate 2007 di Beppe Grillo, i posti di quelli che hanno dovuto lasciare la ricca mensa, perchè così fessi da farsi scoprire con i soldi nelle mutande, sono stati occupati da altri politicanti e reggicoda che non si limitino a portarsi a casa qualche cucchiaino d’argento, ma si ingozzano di malloppi più consistenti.

Poi, finalmente, per la gioia del popolo scorticato dalle tasse, dai mutui e dai prezzi assurdi di Malindi, arriva il fustigatore Grillo Beppe, che dice delle sacrosante verità, e che forse faranno cadere qualche politicante di serie B dal suo tronetto d’oro.

E tutti saranno finalmente giustamente felici. Sopratutto il popolo che avidamente si nutre della parola del saggio Grillo parlante. Un pubblico abbastanza giovane e colto, fatto dei figli di quelli che andavano a fare i guardoni alle performance di Di Pietro & C, davanti a quell’orribile grigio palazzo di giustizia di Milano.

E, come i loro padri, i folgorati dal verbo di Grillo si accontenteranno di un po’ di onanismo politico invece di fare una bella rivoluzione che è l’unica cosa veramente necessaria in questo paese occupato da una classe dirigente (nessuno escluso) che comanda per fottere, e non solo le puttanelle desiderose di un posto in TV.

Pensate che goduria per un politico quando pensa che si sta fottendo 60 milioni di italiani (consenzienti?).

Il Vaffa-day, purtroppo, lo celebra ogni giorno la classe dirigente “alle spalle degli italiani”.