Stile di guida

Come avevo detto , negli Stati Uniti hanno scoperto che le banche che fissano l’indice di riferimento per i prestiti interbancari lo manipolavano in modo da procurarsi ingiusti guadagni, infatti su questo indice sono basati anche numerosi strumenti finanziari derivati, quei famosi contratti sottoscritti incautamente da molti enti pubblici locali italici, come il Comune di Milano, e anche da numerosissimi altri enti territoriali in ogni parte del mondo, Stati Uniti compresi.

Ora, che i banchieri inglesi, giapponesi, svizzeri e tedeschi, con la complicità di banche americane, andassero a truffare un po’ di imbecilli nel vasto urbe terraqueo, può essere un azzardo che si può tentare, ma andare a truffare pure cittadini e loro comunità che appartengono all’unica super potenza rimasta, non è un azzardo ma una vera idiozia che prima o poi si paga cara.

E, infatti, il Department of Justice (DoJ) ha cominciato a istruire una pratica contro tutte le banche che fanno parte del comitato che stabiliva il LIBOR con la prospettiva d’incriminarne i vertici e magari estradarli negli Stati Uniti per fargli fare qualche anno di soggiorno, insieme a Madoff, nelle allegre prigioni a stelle, strisce e sbarre che si vedono nei film di Hollywood.

Una mossa che fa vedere subito qual’è lo stile di guida di uno stato serio in materia di giustizia: bilancia in una mano, spadone nell’altra e occhi bendati per non guardare in faccia a nessuno.

Cosa subito recepita dai tedeschi di Deutsche Bank e dagli svizzerotti di UBS che pare stiano attivamente collaborando con gli inquirenti a svelare una truffa di dimensioni colossali, una che potrà portare decine di istituzioni, aziende e privati a trascinare in tribunale le banche che hanno partecipato al festino per chiedere loro risarcimenti di svariati miliardi di dollari.

I massaggiatori del LIBOR

Così i giornali inglesi chiamano quei banchieri sorpresi (dagli americani) a massaggiare il LIBOR.

Un massaggio che non ha niente di sessuale, come quelli che fanno in certi centri benessere tailandesi, e neppure terapeutico, come quelli che le signore si fanno fare a giugno per far dimunire la ciccia da peperonate e da troppo aperitivi shakerati.
Massaggiare il LIBOR, ma anche l’EURIBOR, è un modo pittoresco per definire una pratica truffaldina: alcune banche inglesi (infatti la L di LIBOR sta per London) truccavano il valore di questo indice per truffare altre banche e anche i consumatori.
In pratica, alterando i due indici, su cui sono basati prestiti e mutui, si procuravano un ingiusto guadagno ai danni di persone e istituzioni che credevano sulla bontà e l’imparzialità di chi gli indici li gestisce e che invece partecipava attivamente al gioco per procurarsi guadagni miliardari.
Qualcuno si è dimesso. A qualcuno la Regina ha tolto il titolo di Sir. Altri corrono il rischio di essere incriminati dalla magistratura inglese e per altri c’è la richiesta del Dipartimento della Giustizia americano di estradarli negli Stati Uniti.
Ma la conseguenza più grave è l’uragano di cause che sta per abbattersi sulle quattro banche inglesi coinvolte (Barclays, RBS, HSBC, Lloyd Banking Group). Cause che chiunque ha un mutuo o un invetsimento collegato a questi indici può fare. E sono risarcimenti per miliardi in qualsiasi valuta. Un colpo che può distruggere l’intera industria finanziaria londinese.