La BCE crea inflazione

Diffido sempre di quelli con troppi nomi e molto di più di quelli con troppi cognomi, sopratutto se si occupano di economia. Il doppio cognome (DC) è indice di essere ricchi, in buona salute e forse dotati anche dell’altra qualità che Flaubert riteneva essenziale per essere felici: essere un imbecille o far di tutto per sembrarlo. Eventi recenti pare ce ne diano ragione. Secondo uno di questi soloni con il DC, che pontifica da giornali a tiratura nazionale, l’inflazione, orribile mostro che non fa dormire di notte le bionde fanciulle tedesche più di Freddy Krueger, sarebbe solo causata da cause esterne (i DC dicono cause esogene, perchè sembra più fico). Quindi non ci sarebbe nessuna causa interna ad un economia che fa aumentare i prezzi in maniera incontrollata se non l’eccesso di liquidità (i DC chiamano così i soldi perchè è più elegante). Cioè, se ci sono troppi soldi in giro, i commercianti, che sono evidenemente una manica di fessi, invece di scannarsi fra di loro facendo prezzi più bassi per attirare il cliente con i soldi, ne approfittano per spennarlo, alzandoli i prezzi. E questo secondo i DC è un ragionamento logico! Bah!

Veniamo invece alla realtà vera e cerchiamo di capire come l’inflazione abbia una causa interna provocata (endogena secondo il lessico dei DC) oltre ad una esterna naturale, il costo dell’energia da pagare alla KBG Oil di Vladimir Putin che, effettivamente, è un commerciante che alza i prezzi, ma per una ragione molto semplice: il mondo si scanna per il barile in via di estinzione, e forse qualcun altro da qualche parte nel Medio Oriente prima o poi si ritroverà i marines in casa, e voi sapete che Gunny-Clint Eastwood, una scusa per fare a botte la trova sempre. Quindi i nostri prezzi che risentono del costo dell’energia e di altre materie prime crescono, fanno crescere i nostri costi, ma su questi noi non possiamo fare proprio niente, salvo invadere la Russia, ma sia zio Adolf che il vecchio Napò lo sconsigliano.

Quindi per colpa di Putin o dei farmer americani, che vendono caro il grano ai cinesi, l’inflazione sale per una causa esogena. A questo punto un padre di famiglia con un solo cognome ed uno stipendio che un decimo di un economista della BCE, di fronte alla bolletta del gas alta, riduce gli altri costi. Per esempio fa meno debiti e spera pure che, se proprio deve farli i debiti, almeno la banca gli faccia un tasso conveniente.

Invece che succede? Qualcuno dal doppio nome (DN) o DC, ma più o meno l’effetto è quello, decide che se sale l’infazione esogena bisogna aumentare i tassi di interesse, perchè così diceva il libro che il DN/DC aveva nella polverosa biblioteca di famiglia. In quei libri, abitati ormai solo da lepismi, si sciorinavano teorie adatte ad un mondo dove il mercato era effettivamente un mercato con i banchi della frutta e della verdura e non il mercato globale interconnesso dove basta la fregaura di un broker di SocGen per far cadere tutte le borse.

Quello che questi DN/DC non capiscono, perchè loro al mercato non ci sono mai andati ma ci hanno mandato le cameriere, è che l’economia moderna non è fatta solo da grandi attori ma da milioni di piccoli imprenditori che confondono i fatti personali con quelli aziendali.
In Italia la maggior parte delle aziende non ha più di tre addetti e quindi il padroncino, quando gli aumenta la rata del muto della casa o il leasing del camion, scarica subito questi costi sui prezzi e non può fare altrimenti. E questo genera inflazione artificiale endogena causata dall’aumento dei tassi.

In parole povere la BCE, aumentando i tassi, ottiene un effetto completamente opposto a quello che si prefiggeva, cioè mantenere stabili i prezzi. Con un’aggravante, da noi tutti sperimentata con l’euro, una volta che i prezzi sono arrivati ad un certo livello è molto difficile farli scendere, anche manovrando i tassi verso lo 0,5. A quel punto pochi si saranno arricchiti e tantissimi impoveriti. Con la dovuta eccezione di quelli con il doppio nome e/o doppio cognome che continuano ad essere ricchi, in buona salute e forse una manica di imbecilli!

Inflazione ufficiale e realtà

Secondo dati ufficiali dell’attuale e del precedente governo l’infazione non cresce grazie alla prudente, accorta, saggia politica monetaria restrittiva della banda di super economisti (super pagati) della BCE.
Però, se consideriamo che in due anni il succo di ananas private label del supermercato è passato da 50 cent di euro a 89 (+78%), ci si rende conto che i numeri sulle sudatisime carte d’or della BCE sono molto diversi dai numeri sui cartellini dei prezzi dei generi di prima necessità, per non parlare dei beni voluttuari dove una pizza margherita d’asporto costa ormai 5,5 euro, cioè ben 10.000 delle nostre antiche lire. Ma secondo i politicanti l’inflazione non c’è, ed i politicanti,come Bruto, sono uomini d’onore.
Chissà perchè, non è stata una bella sorpresa scoprire che il Bancomat del gruppo SanpaoloIntesa, nel menù della scelta del taglio del prelievo, non si ferma più ai classici 250 euro (cioè quasi mezzo milione delle vecchie lire) ma propone la possibilità di prelevare importi anche superiori, fino a 480 euro.
Un evidente segno che almeno i banchieri italiani hanno capito che, nell’epoca dell’euro manovrato dagli gnomi della BCE, con appena 250 euro si fa poco o nulla di questi tempi di inflazione galoppante.