Digital divide

Un’amica mi segnala un film. Non nuovo. Non italiano, né americano. Secondo IMDB ne esiste in una versione originale argentina e una in inglese. Su Amazon c’è l’entrata per il DVD della versione originale, ma non è disponibile e neppure ne è prevista una disponibilità. E non c’è neppure usato.

Siamo alle solite: nonostante la rete, tutto il meccanismo di vendita dei prodotti digitali (film, musica, libri, immagini) è ostaggio del sistema di distribuzione tradizionale che, se non ha interesse, non mette il prodotto a disposizione del pubblico.
E non capita solo con un oggetto di nicchia. Ho dovuto regalare uno dei miei libri a un amico che lo cercava perché fuori produzione, anche se edito nel 2006; e un film cult come “L’ultima minaccia” è uscito in DVD dopo 5 anni da quando avevo iniziato a cercarlo.
Alla fine, come accade con tutte le cose desiderate e non facilmente reperibili, si finisce per doversi affidare a canali alternativi e sotterranei.
Ora, visto che un certo film o un certo testo non conviene produrli perchè se ne venderebbero poche copie, non sarebbe bello se il proprietario dei diritti lo mettesse in rete almeno in formato scaricabile accontendano così una nicchia di potenziali clienti che, non ti arricchiscono con un download, ma che fanno crescere il valore della marca e magari, vagando sul sito, comprano pure altre cose?
Ma forse è troppo futuristico.

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