Stiglitz spiega il momento economico

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Al di là di tutte le chiacchiere risolutive della crisi economica, da parte dei politici vecchi e spompati o annunciate da parte di quelli nuovi e improvvisati, l’economia mondiale e quella di ogni paese è soggetta a un semplice stress:  i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri mentre le classi medie s’impoveriscono impedendo ai loro figli di migliorare la loro esistenza come avevano potuto fare i loro nonni e i loro genitori.

In questo video Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia, colui che ha scoperto che l’aumento della redditività è funzione degli investimenti in  fattore capitale, cioè in macchine, in automazione e quindi in una maggiore preparazione tecnico scientifica del mondo del lavoro, spiega le ragioni della crisi e come dovrebbe essere affrontata dagli stati e dalle aziende per ridurre le disuguaglianze sociali che le sciagurate ricette neo-liberiste (senza correttivi) hanno accresciuto fino ad impoverire molta parte delle popolazione mondiale.

Tigre di carta moneta

Riprendo dal blog di Alfonso Fuggetta l’immagine che dice che siamo ancora in crisi e, se interpoliamo la linea della modesta crescita, dice anche che la produzione potrebbe ritornare a livelli pre crisi solo a fine 2013, e sempre che la Germania non costringa la BCE ad alzare i tassi!

Non dovrebbe accadere, anche se ad Alex Weber prudono le mani, così come prudono ai cinesi che sono diventati loro oggi la tigre di carta, carta di bond USA, che detengono a tonnellate, e carta verde dei dollari che gli americani continuano a stampare per sostenere un ‘economia di guerra.

Ma, mentre la Germania ha buon gioco con i poveri greci e basta un bau bau per spaventare l’Italia indebitatissima, la Cina ha già perso la battaglia con gli USA: non può fare niente, deve solo sopportare, perchè costringere l’America a comportarsi in modo virtusoso, cioè non stampare dollari, significherebbe bloccare una speranza di ripresa che oggi è molto anemica, e se l’America va in depressione, si ferma l’intero mercato mondiale, paesi del BRIC compresi.

Poi c’è un’altra ragione più strategica: la Cina, grande paese, è un nano militare, con le sue 180 atomiche non fa paura a nessuno, men che mai agli USA che di atomiche ne hanno 2.400 operative e 9.600 da parte, e i cinesi sono saggi, sanno che quelli verso gli USA sono crediti inesigibili, abbozzano e abbozzeranno, che altro possono fare?