La fine del lavoro

2009_0710_cellular_africa_m

Anche Krugman l’ha capito, in questo articolo del New York Times , dove cita un libro, Race Against The Machine,  che in America fa discutere, e da noi, ovviamente, non si conosce neppure. Insomma, e per farla breve, anche il Premio Nobel per l’economia Paul Krugman dice che siamo al punto in cui la tecnologia elimina i posti di lavoro (che passano alle macchine) senza crearne di nuovi , neanche in altri settori.

Il tutto con un’accelerazione dovuta al fatto che l’efficienza dei processi organizzativi e produttivi, generata dall’uso delle macchine, produce più reddito che conviene impiegare in altre macchine piuttosto che in posti di lavoro.

In un certo senso le macchine ormai si riproducono e trovano nuovi spazi dove allargarsi, e non è detto che questi luoghi debbano essere per forza nel cosiddetto mondo sviluppato.

In Africa, ad esempio, la rivoluzione delle comunicazioni via cellullare e smartphone, ha creato un ecosistema di banca virtuale che non ha bisogno di sportelli bancari (e relativi impiegati) in ogni villaggio, ma tutto si svolge da utente a utente tramite il loro cellulare; insomma, in uno solo passo, gli africani sono più avanti del Nord del mondo, e questo anche grazie al fatto che non ci sono autorità centrali che bloccano il mobile payment, perché danneggerebbe il mercato delle banche e i posti di lavoro dei bancari.

Annunci

Smart Phone Dumb Software

Nel 97, quando stavo in SocGen, avevo un PC IBM e un Nokia 8110. A dire il vero il PC lo uso ancora come muletto e di 8110 ne ho 6.

Attaccavo il cavetto, e da una piazzola d’autostrada, entravo in contatto con sistemi, colleghi, clienti, fornitori dovunque fossero: Parigi, Sophia Antipolis , Milano, Roma, Napoli.

In Experian mi diedero un Nokia Communicator e la vita migliorò, perché, per certe cose, non serviva nemmeno più un PC.

Poi sono venuti gli smartphone, ed è cominciato l’inferno, nel senso che il dialogo telefono-PC è diventato più difficile di quello di una coppia al settimo anno di matrimonio.

Non ha funzionato con nessuno: Nokia, Motorola, Blackberry, Nec, tutti hanno creato problemi di connessione, compatibilità con il PC e, ovviamente, pasticci con rubrica e agenda. Anche iPhone e iPad dimostrano che neppure San Steve Jobs da Cupertino poteva fare miracoli con il software visto il comportamento vagotonico di iTunes che a volte avrebbe bisogno di un esorcismo.

Pure l’ultimo smartphone Android che mi hanno dato, fa un po’ quello che vuole. Anzi, il software di Samsung non riconosce nemmeno il suo stesso telefono.

E, ovviamente, sei sempre solo. Senza un aiuto. Nulla sul sito del costruttore, nessuna medicina sul sito di Apple o di Microsoft, ed è meglio non chiedere assistenza ad un contact center, dove il personale andrebbe tutto sostituito da un bel IBM Watson che almeno potrebbe imparare dalla soluzione di incidenti similari e dare una risposta precisa ad un errore che non puó essere nato solo dall’accoppiamento fra il mio smartphone e un software scritto con i piedi.

La verità è che un telefono viene progettato secondo le regole ingegneristiche di chi produce un oggetto fisico di livello industriale. Insomma, una macchina, prima di andare sulla catena di montaggio viene progettata per funzionare sempre allo stesso modo. Vale a dire che se metto la prima o accendo i fari il risultato sarà sempre lo stesso e non variabile per misteriore ragioni.

Il software purtroppo non è quasi mai progettato a livello industriale, perchè scrivere software è appunto scrivere, con la possibilità data dal digitale di poter sempre cambiare, aggiungere e togliere pezzi, il tutto in un ambiente non controllato, per cui il programma, quando pure fatto bene, installato su un sistema operativo per PC (Windows, Mac, Linux) si trova in un ambiente che non è mai quello di test, e ovviamente il software, per fare in fretta e/o farlo costare poco, non viene provato in tutte le condizioni possibili.

Infatti, il software che pilota un radar, un cacciabombardiere o un’automobile subisce test rigorosi e l’ambiente di esercizio è altamente controllato: nessuno installa un nuovo software sull’avionica di un aereo se non secondo procedure accurate e, in certi casi, autorizzate e controllate da autoritá esterne, e il tutto con costi molto alti.

L’industria delle telecomunicazioni, invece, cerca di fare strumenti che costino poco in modo da sfornare milioni di pezzi di sempre nuovi telefoni, che peró fanno perdere milioni di ore di lavoro a utenti che devono cercare di far parlare un telefono, cioe un prodotto tecnico sofisticato, con un PC, cioé una specie di giocattolo progettato da gente che passa il tempo fra una finestra aperta sul sito della squadra del cuore, una su un sito di escort, FB, Angry Birds, twitter e il meteo.

Che ci troveranno poi nel meteo non l’ho mai capito.