Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

L’economia tedesca frena! Mi fa proprio piacere, anche se le conseguenze le sentiremo anche noi!
Adesso speriamo che la signora Merkel, l’unico capo di governo con le palle nella EU, chiami a rapporto i cacasotto (da inflazione) della Bundesbank e gli dica di ordinare alla banda Trichet di smettere di trastullarsi con il tasso d’interesse, non alzarlo ancora e cominciare a riflettere (ma senza perdere troppo tempo) di riportare i tassi sotto al 3% e, nel contempo, ordinare alle banche di non prestare soldi a chi non li può restituire e/o li usa per scalate senza avere i denari.

La BCE crea inflazione

Diffido sempre di quelli con troppi nomi e molto di più di quelli con troppi cognomi, sopratutto se si occupano di economia. Il doppio cognome (DC) è indice di essere ricchi, in buona salute e forse dotati anche dell’altra qualità che Flaubert riteneva essenziale per essere felici: essere un imbecille o far di tutto per sembrarlo. Eventi recenti pare ce ne diano ragione. Secondo uno di questi soloni con il DC, che pontifica da giornali a tiratura nazionale, l’inflazione, orribile mostro che non fa dormire di notte le bionde fanciulle tedesche più di Freddy Krueger, sarebbe solo causata da cause esterne (i DC dicono cause esogene, perchè sembra più fico). Quindi non ci sarebbe nessuna causa interna ad un economia che fa aumentare i prezzi in maniera incontrollata se non l’eccesso di liquidità (i DC chiamano così i soldi perchè è più elegante). Cioè, se ci sono troppi soldi in giro, i commercianti, che sono evidenemente una manica di fessi, invece di scannarsi fra di loro facendo prezzi più bassi per attirare il cliente con i soldi, ne approfittano per spennarlo, alzandoli i prezzi. E questo secondo i DC è un ragionamento logico! Bah!

Veniamo invece alla realtà vera e cerchiamo di capire come l’inflazione abbia una causa interna provocata (endogena secondo il lessico dei DC) oltre ad una esterna naturale, il costo dell’energia da pagare alla KBG Oil di Vladimir Putin che, effettivamente, è un commerciante che alza i prezzi, ma per una ragione molto semplice: il mondo si scanna per il barile in via di estinzione, e forse qualcun altro da qualche parte nel Medio Oriente prima o poi si ritroverà i marines in casa, e voi sapete che Gunny-Clint Eastwood, una scusa per fare a botte la trova sempre. Quindi i nostri prezzi che risentono del costo dell’energia e di altre materie prime crescono, fanno crescere i nostri costi, ma su questi noi non possiamo fare proprio niente, salvo invadere la Russia, ma sia zio Adolf che il vecchio Napò lo sconsigliano.

Quindi per colpa di Putin o dei farmer americani, che vendono caro il grano ai cinesi, l’inflazione sale per una causa esogena. A questo punto un padre di famiglia con un solo cognome ed uno stipendio che un decimo di un economista della BCE, di fronte alla bolletta del gas alta, riduce gli altri costi. Per esempio fa meno debiti e spera pure che, se proprio deve farli i debiti, almeno la banca gli faccia un tasso conveniente.

Invece che succede? Qualcuno dal doppio nome (DN) o DC, ma più o meno l’effetto è quello, decide che se sale l’infazione esogena bisogna aumentare i tassi di interesse, perchè così diceva il libro che il DN/DC aveva nella polverosa biblioteca di famiglia. In quei libri, abitati ormai solo da lepismi, si sciorinavano teorie adatte ad un mondo dove il mercato era effettivamente un mercato con i banchi della frutta e della verdura e non il mercato globale interconnesso dove basta la fregaura di un broker di SocGen per far cadere tutte le borse.

Quello che questi DN/DC non capiscono, perchè loro al mercato non ci sono mai andati ma ci hanno mandato le cameriere, è che l’economia moderna non è fatta solo da grandi attori ma da milioni di piccoli imprenditori che confondono i fatti personali con quelli aziendali.
In Italia la maggior parte delle aziende non ha più di tre addetti e quindi il padroncino, quando gli aumenta la rata del muto della casa o il leasing del camion, scarica subito questi costi sui prezzi e non può fare altrimenti. E questo genera inflazione artificiale endogena causata dall’aumento dei tassi.

In parole povere la BCE, aumentando i tassi, ottiene un effetto completamente opposto a quello che si prefiggeva, cioè mantenere stabili i prezzi. Con un’aggravante, da noi tutti sperimentata con l’euro, una volta che i prezzi sono arrivati ad un certo livello è molto difficile farli scendere, anche manovrando i tassi verso lo 0,5. A quel punto pochi si saranno arricchiti e tantissimi impoveriti. Con la dovuta eccezione di quelli con il doppio nome e/o doppio cognome che continuano ad essere ricchi, in buona salute e forse una manica di imbecilli!

Penna, matita e tassi

Sapete perché in USA si usa normalmente una matita, con l’apposito gommino per cancellare, dove da noi si usa una penna? Perché gli americani, se sbagliano, lo ammettono, soprattutto con loro stessi. Cancellano la stupidaggine e vanno avanti su una strada nuova e diversa. Forse per questo hanno tantissimi brevetti che si ottengono, come diceva il Galilei, “provando e riprovando”, cioè sbagliando e correggendo. Bernake si è accorto che il suo predecessore aveva fatto una bischerata ad aumentare i tassi, cosa che aveva indotto l’impossibilità per molti debitori marginali di pagare le rate dei mutui, ed ha perciò corretto con una bella sterzata a 0,75 gradi la rotta sbagliata. In Europa, invece, dove tutto deve essere scritto e sottoscritto con il sangue, perché siamo sempre la patria di Faust, dobbiamo sopportare che la BCE, che sta a Francoforte ostaggio della Germania, debba essere preda acritica delle paure irrazionali dei tedeschi che si vedono sempre a comprare la birra con un paniere colmo di marchi, pardon, di euro svalutati, anche se l’euro sta a 1,47 sul dollaro e arriverà nel 2008 a 2! Qualcuno ha detto che ieri era un altro 11/9 finanziario. In verità è stata una riedizione del 1/9/1939, quando la Germania scatenò la seconda guerra mondiale per seguire i suoi folli capi e le loro malate perverse ideologie. Oggi, per seguire le follie dei nani della Bundesbank, travestita da BCE, stiamo per assistere ad un nuovo suicidio europeo, questa volta economico, che lascerà in miseria milioni di vittime collaterali del monetarismo tedesco. Speriamo almeno che finisca come allora: che i tedeschi, alla fine, ne paghino le conseguenze con un’occupazione della loro economia da parte della finanza anglo-americana che non è schiava di nevrosi, ma pronta ad adeguarsi ai mutamenti di scenario. Alla BCE servirebbe una rigorosa analisi freudiana ed uno stage in una PMI dove si combatte con costi incomprimibili, fra cui il pizzo alle banche, che sui tassi ci marciano.

Il banchiere sempre in piedi

Qualche giorno fa Draghi aveva messo le mani avanti facendoci sapere quello di cui tutti si erano accorti: le banche centrali non sono in grado di “capire” le economie diventate troppo complicate. Ciò nonostante la FED e la BCE intervengono a testa di cane ed i disastri dell’aumento indiscriminato dei tassi le vediamo nelle nostre tasche sempre più al verde.

Oggi abbiamo un’altra chicca di un altro ex banchiere centrale, TPS, che sul Corrierone ci fa sapere un’altra ovvietà: che le banche centrali non sono fra loro coordinate e lui auspica che più prima che poi si metta in piedi un meccanismo di sorveglianza europea (ma così limitato a che serve?) che possa capire come i flussi finanziari si muovono in uno spazio ormai ad enne dimensioni.

Considerato che i banchieri centrali escono quasi sempre indenni da qualsiasi crisi economica, anche ne se sono fra i maggiori responsabili, queste uscite sembrano un classico “mettere le mani avanti”, magari per non essere coinvolti in qualche tumulto di piazza che, prima o poi, scoppierà in qualche parte d’Europa quando le persone comuni, consumati gli ultimi risparmi, esauriti tutti i lavori legali, grigi ed in nero, si renderanno conto che non si può più comprare pane e latte.

Come Ercolino sempre in piedi, famoso giocattolo premio della Galbani, anche i banchieri centrali non cascano mai grazie ad un solida base di leccaculo spontanei, fatta sopratutto di commentatori economici incompetenti.

Volo cieco

Sul Corriere del 23 novembre il buon Draghi si è lasciato sfuggire una interessante perla:

“…la diffusione di nuovi strumenti finanziari rende anche più difficile l’interpretazione di alcuni indicatori tradizionali delle banche centrali, in particolare l’andamento della moneta e del credito. Hai detto cotiche!

In un altro post di settembre avevo già espresso qualche dubbio sulla capacità della FED e della BCE di guidare economie complesse ed interconnesse con il solo strumento del cambio. Oggi scopriamo dal candido Draghi, la fatina che doveva risolvere tutti i nostri problemi bancari, che Bernake e Trichet non hanno nemmeno il cruscotto da cui ricavare indicazioni su che sta succedendo.

Siamo messi proprio bene: 500 milioni di europei e 300 milioni di americani affidati a due piloti che volano nel nebbione, senza strumenti e forse anche con gli occhi bendati.