Ancora mappina verde

L’ora fatidica sul quadrante della Stazione Centrale FS di Milano è scattata! L’Eurostar AV (Alta Velocità, si fa per dire, da Milano a Napoli 6,12 ore!) dovrebbe lasciare Milano per sprofondare nel profondo, oscuro, arretratissimo Mezzogiorno d’Italia.

Però il treno non parte perchè una capostazione in gonella nera e senza cappello rosso, lasciato nel suo box, fischia in un classico fischietto di metallo luccicante sperando che il macchinista, distante tre carrozze, senta il trillo lacerante e cacofonico che lo invita a lasciare la Stazione Centrale FS di Milano, un ameno luogo dove non c’è nemmeno una panchina per aspettare che la lotteria dei binari dica allo smarrito passegero su quale marciapiedi ci si deve impecoronare per prendere il treno e che invece pullula di una fauna pittoresca di dropout nostrani e di importazione.

Il macchinista non sente, forse se ne sta chiuso nel suo abitacolo a prova d’aria e di rumore come ben deve essere la cabina di guida di un treno AV. Probabilmente ha uno specchio retrovisore, magari una fantascientifica telecamera che gli permette di vedere dietro di se i disperati segnali della capostazione col fischio (e senza cappello rosso). Infatti, accade una cosa che sa tanto di vaporiere, carbone spalato, scintille che urtano il parafiamma, il famoso firewall delle locomotive passato a parare i rischi su Internet.

Un’altra signora, forse il capotreno, attrezzata con tailleur pantalone nero e giacca verde FS (tanto simile al verde Alitalia), in testa un ridicolo capello che dovrebbe ricordare quello dei macchinisti delle ferrovie americane a vapore, chiave per chiudere in un sol colpo tutte le porte del treno, tira fuori dalla borsa d’ordinanza una specie di mappina, uno straccio verde stropicciato e con questa comincia a sbandierare all’indirizzo del sordo macchinista che l’ora fatidica è finalmente scoccata sul quadrante della storia.

Sarebbe interessante sapere per quali ragioni le ferrovie continuano a parlarsi a segni e non con comodi ed efficaci segnali radio, o meglio, segnali digitali. Ma qualche volta i ferrovieri lo hanno visto un serial TV o un film di guerra americano dove si vedono tutti quegli omini colorati che lavorano sul ponte di una portaerei? Hanno capito che quei due bozzi che gli coprono le orecchie sono cuffie radio per poter comunicare con la torre di controllo? E a quando anche i ferrovieri si parleranno via etere invece di sventolare mappine verdi come sbandieratori del Palio di Siena?
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