Tecnologia all’italiana

PC incustodito in un ufficio pubblico

Grande città del nord.

Un ufficio aperto al pubblico.

Un PC acceso. Incustodito. Collegato alla rete.

Con il suo floppy disk e pure un lettore di CD/DVD.

In pratica non ci vuole niente a infilare un disco pieno di tutti i tipi di virus, per infettare quel PC e tutta al rete.

Il simbolo di un paese che pensa di essere moderno solo perché puó comprare tecnologie che però non sa gestire fino in fondo.

Così come la sua classe dirigente, che guida un paese inserito nell’enorme macchina dell’economia mondiale, senza comprenderla e senza capirne problemi, pericoli, opportunità, rischi e perciò senza poter progettare un futuro.

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Pubblicato da

cannedcat

Communication and PR manager with a sturdy background in ICT industry; fictional and non-fictional writer.

2 pensieri riguardo “Tecnologia all’italiana”

  1. Ogni volta che vado in Tribunale a giurare qualche documento mi sembra di fare un salto all’indietro, nel periodo in cui ancora si scriveva con il calamaio e si siglavano le lettere con la ceralacca…

    1. Nel 76 entrai per la prima volta in un tribunale.
      Il disastro organizzativo mi fece decidere a non votare più in un sistema che, già allora, era evidente non poteva più essere risanato.

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