La fine del grillo

m5s

Come tutti sanno, il grillo parlante rompe così le scatole a quella testa di legno di Pinocchio, che il burattino lo tacita definitivamente massacrandolo a martellate.

Ovviamente, in quel teatro di burattini che è la politica italica, non ci sarà qualcuno che vorrà tacitare bruscamente l’attuale grillo fastidioso, anche perché, se volevano, avrebbero già trovato negli armadi dei servizi un bel dossier per stenderlo definitivamente senza ricorrere alla violenza politica, squallida prassi dei paesi del terzo mondo.

Il vero rischio per il grillo, fattosi pifferaio di Hamelin, è che il suo verbo crei false speranze in quelle persone “marginali”, cioè negli espulsi dal mondo produttivo, quelli che ne vivono ormai ai margini o che ne saranno espulsi a breve, e che oggi vedono molto compromessa ogni speranza di una soluzione immediata alla loro situazione precaria.

I dati che dimostrano che le persone con condizione economica precaria e scolarità medio-bassa sono fra i suoi elettori, sono anche un campanello di allarme, perché a meno di non avere una capacità magica, non si vede come in pochi mesi, un anno, si possano reimpiegare milioni di disoccupati, stabilizzare eserciti di sotto-occupati e creare lavoro per gli inoccupati.

Perché è chiaro che le gente poi vuole passare alla cassa. Sembra evidente che dopo aver fatto un repulisti di marioli e mariolerie, la gente vorrà vedere qualcosa da mettersi in tasca e sotto ai denti. Ma ci sono i presupposti? I dati brutali dicono proprio di no. Non c’è nessuna possibilità di risolvere a breve una situazione economica molto deteriorata che richiede ancora una decisa eliminazione di aziende che vanno male, la cessione e la fusione di quelle che vanno benino, (ma non hanno capitale per modernizzarsi), lasciando solo a quelle che vanno benissimo la possibilità di investire e creare qualche sparuto posto di lavoro, visto che oggi, ogni nuovo investimento sarà fatto per automatizzare, sia nel settore privato  ma anche in quello pubblico, con evidenti pochissime possibilità di creare nuovi posti di lavoro.

E a quel punto che avrà da raccontare un grillo parlante a una massa di teste di legno affamate e inferocite? Carmina non dant panem. E i comizi neppure.

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Pubblicato da

cannedcat

Communication and PR manager with a sturdy background in ICT industry; fictional and non-fictional writer.

Un pensiero riguardo “La fine del grillo”

  1. Curiosità: dove posso trovare i dati con la scolarità di chi ha votato M5S (per ora ho trovato che ha l’88% di parlamentari laureati, la % più alta di tutti i partiti, la lega è al 40%)? Mi sapete anche dire anche dove trovo i dati su chi ha votato chi in base alle fasce d’età? Grazie.

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