Uomini della Provvidenza

Da Cincinnato in poi, gli italici hanno sempre bisogno di un uomo della Provvidenza per uscire da casini da loro stessi creati. Di solito, proprio come fecero con Cincinnato, lo pregano addirittura di assumere la carica di dittatore.

Vi ricorda qualcosa? Un certo generale Garubbardo che assume la carica di dittatore della Sicilia in nome del Savoia? O un certo Mussolini che deve risolvere i casini che il Savoia ha fatto in 60 anni di  malgoverno, guerre perdute male e vittorie ottenute peggio nonché scandali di tutti i generi?

Perfino quando Mussolini s’infila in una guerra che non può vincere nemmeno la Germania, c’è chi spera in fantomatiche armi segrete tedesche che dovrebbero ribaltare le sorti della guerra.

E a guerra persa c’è chi spalanca le porte e le cosce agli americani, questi sì che portavano la provvidenza sotto forma di viveri e calze di nailon. Cosa che non sta bene a quelli del PCI e del PSI che vogliono che arrivi Baffone a imporre la dittatura (un’altra?) del proletariato. E per fortuna che il buon Tito e signora , slavi anche loro, capiscono che forse non è il caso di concedere libero passaggio ai russi fino a Trieste e oltre.

Il resto è storia recente, Dal 1947 al 1994 la repubblica forgiata dal Savoia se ne rivela degna erede; salvo le guerre, il resto è uguale: scandali, amministrazione pubblica paleolitica, ruberie di ogni genere, debito pubblico galoppante e perfino le nefandezze di Giolitti, quello che si accordava con la camorra, portate a livello istituzionale con accordi sotto banco con la mafia di ogni tipo e anche contro i servitori dello stato.

Poi nel 1992, la misura sembra colma e gli italici si affidano ad un ennesimo uomo della provvidenza, il magistrato Di Pietro e un po’ di carabinieri che fanno crollare un sistema di ruberie di politici. Ma, tolta la trave marcia, non è che quelli che ne vogliono mettere una buona siano così buoni o così graditi. E allora, ecco là un altro uomo della Provvidenza, il paperone delle TV che non solo deve allontanare il pericolo comunista (che nel frattempo hanno pensato bene di gentryficarsi con case nei quartieri bene e mandando i figli a studiare all’estero), ma SB deve pure rimediare ad una situazione economica che è sempre peggio.

20 anni di proclami e dove siamo arrivati? A trovare un altro uomo della Provvidenza, il prof. Monti, uno che si limita a fare quel che può fare, in pratica mettere un po’ di stucco sulle rovine e qualche puntello alla casa ormai schiacciata da 2000 miliari di euro di debito. La stessa identica situazione che aveva il Piemonte prima di seguire il consiglio di andare a saccheggiare la Lombardia e il Regno di Napoli e la stessa che Mussolini risolse nel 26 congelando un altro debito pubblico spaventoso sempre provocato dal Savoia mani bucate.

Ma Monti è un tecnico, quello che mette una cinghia (presa allo scasso per risparmiare) sul motore di una macchina che deve essere completamente rivista se non rottamata del tutto.

E allora? Altro ricorso degli italici all’uomo della provvidenza. anzi, questa volta ben due: il Renzi e il Grillo, che ovviamente si sbattono pure loro per il bene della patria, ma che a tutt’oggi non ci hanno mai informato su come vogliono gestire una situazione, non solo nazionale, che diventa sempre più ingarbugliata.

2 pensieri riguardo “Uomini della Provvidenza

  1. Interessante analisi.Anche su vecchi testi di matematica per l'economia,in prefazione,gli autori scrivono che la storia andrebbe riscritta alla luce delle vicende economiche sottostanti.Condivido questa analisi.

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