Echi dalla crisi

Nel mio condominio ci sono 48 appartamenti e oggi, sabato di metà maggio, saremo in tre coinquilini in tutto il palazzo. Forse saranno tutti alla mensa dei buoni frati francescani!

E chi saranno tutti quei giovani davanti a bar, ristoranti e pizzerie? Certamente non avventori! Forse sono lì a mendicare un posto di lavapiatti per sbarcare il lunario.

E tutte quelle ragazze in miniabiti e lucidissimi tacchi a spillo? Sicuramente poverine costrette dalla necessità ad offrire il loro corpo per sfamare padri disoccupati e germani affamati!

Povera Italia che da un recente benessere vede oggi i suoi figli sprofondare nella miseria economica e nelle miserie dell’animo corrotto dal bisogno.

E pensare che migliaia di africani si affollano in fragili navicelle pur di arrivarein Italia senza rendersi conto che stanno per finire in un paese ormai desolato, dove si piange tantissimo e si fotte alla grande!

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Pubblicato da

cannedcat

Communication and PR manager with a sturdy background in ICT industry; fictional and non-fictional writer.

Un pensiero riguardo “Echi dalla crisi”

  1. ..sempre intensamente sintetico e poeticamente amaro. Io mi augu(av)o che la crisi economica in Italia fosse anche un modo per rivedere le dinamiche di clientelismo e raccomandazione, capendo, magari oer la prima volta, che non tutti i rami danno frutto. Invece, cara Italia.. E ora che devo tornarci per un po’ mi viene il prurito ovunque..

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