E se prima eravamo in quattro…

Quando scoppiò la mania delle liberalizzazioni furono chieste ben 120 licenze di operatore telefonico; dopo una manciata d’anni i carrier sono sempre di meno e quelli ancora operativi versano in condizioni di mera sopravvivenza.

Perchè? Perchè i modelli di business sono tutti falliti di fronte alla testardaggine di utenti che si ostinano a usare il telefono solo per parlare e mandare SMS, oltre a una sparuta minoranza che oggi comincia a usarlo anche per ricevere e-mail.

Una delle innovazioni più pretenziose è stata quella di H3G, in Italia conosciuta come la 3, che ha cercato invano di vendere la video-fonia e poi la TV sul telefono, dimenticando che tutti i precedenti tentativi non avevano funzionato perchè la gente non ha interesse a farsi vedere in mutande, senza trucco, con la barba non fatta o magari in un posto dove non dovrebbe stare.

Una volta, si chiamava e si diceva come stai?, con il cellulare si è passati al dove stai? , perchè la mobilità implica anche che finalmente si può mentire sulla propria posizione geografica, cosa che non era possibile con il telefono fisso.

Sulla TV mobile si era espresso SB che, potrà non essere un grande politico, ma sicuramente è un appassionato e, quando gli fecero vedere il calcio sullo schermino del video-fonino disse lapidariamente non si vede la palla , (ergo, è una cavolata).

Oggi i cinesi di H3G pare vogliano vendere la baracca italica, forse a Telecom o a WIND, un passo che è solo uno dei tanti verso macro aggregazioni di società telefoniche che, secondo l’AD di una di queste, porterà a pochissimi carrier e nel mondo.

Ma gli stati europei, proprietari un tempo delle società telefoniche, non potevano farlo prima questo accorpamento, senza creare false illusioni nel pubblico e negli azionisti?

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Soldi in saldo

Jatevenne in napoletano è l’imperativo per l’italiano andatevene, ma non ha la stessa forza semantica dell’urgenza di togliersi qualcuno dai piedi ambressa…ambressa

Anche American Express sta dicendo ai suoi clienti americani di andarsene ASAP,

Infatti ha proposto ai suoi clienti in rosso di saldare il debito e chiudere il conto, offrendo, come incentivo, una carta prepagata con 300$ a chi si toglie dalle scatole entro il 30 aprile.

Della serie: al nemico che fugge ponti d’oro.

Insomma siamo ai saldi sui soldi.

Sarebbe carino che anche le banche facessero lo sconto a chi ha un mutuo e volesse rimborsarlo prima. Invece, di solito, le banche applicano una penale a chi paga prima.

Vediamo quanto resistono pure loro alla necessità di fare i saldi.

Magia e Ingegneria

Nel giorno VI del mese III dell’anno di grazia 2009 D.C. accadde che una grande banca non fosse accessibile via web, cellulare o telefono dalle 22:00 di venerdì fino alla domenica successiva! Ovviamente, per motivi tecnici.

Chissà come fanno le centrali telefoniche a funzionare sempre.

Magia…… o Ingegneria?

Come direbbe Totò, da scompisciarsi dalle risate !

La fine del copia e incolla

La crisi ha messo in evidenza una cosa: dopo un anno la maggior parte dei manager, sopratutto quelli che spavaldi andavano per il mondo con un MBA, non sanno più che fare. Quello che hanno studiato nelle prestigiose Business School, e applicato poi nelle multinazionali della consulenza, non serve. Nei manuali, tutti uguali, e uguali per tutti, non c’è la pagina “che fare in caso di crisi”, perchè è una situazione nuova, mai vissuta, globale, intersettoriale e riguarda quasi tutti.
E, se si va a guardare ai curricula dei manager, questa standardizzazione delle teste è evidentissima: vengono tutti dalle stesse società di consulenza, bravissime ad applicare le stesse ricette che sono, o meglio, erano ottime, quando le cose andavano bene, ma oggi? A che servono?

Quali effetti può avere il fare più pubblicità se la gente semplicemente non compra più niente perchè ha paura di perdere il lavoro, anche quello pubblico, e forse anche la pensione? A che serve fare budget se i parametri di ieri non sono applicabili oggi? Perchè assumere altri venditori che non possono certo costringere la gente a comprare? E certi moloch del passato come la gestione per obiettivi (MBO) a che servono visto che non c’è che un solo obiettivo: sopravvivere per i prossimi tre anni, se va bene?

Ecco, siamo al punto, non ci sono più regole sperimentate, bisogna navigare a vista e questo non è nel DNA dei superspecialisti che vengono dalle società di consulenza. Servono innovatori, leader capaci di mandare la gente all’assalto del mercato, capi flessibili, che si facciano amare dai loro dipendenti e che siano capaci di adattare l’azienda al mercato giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto.

Il copia è incolla, fatto scopiazzando i sacri testi delle scuole di management, non serve più, questo non è più il momento dei fighetti in gessato e delle stronzette in tailleur, questo è un mondo per gente come Patton che diceva ai suoi uomini: combattere non significa morire per la propria patria (azienda), ma fare in modo che qualche figlio di puttana muoia per la sua.

Questa è una guerra di tutti contro tutti e, come in tutte le guerre volte a occupare un territorio (mercato), vince chi non farà prigionieri, e ci vuole un coraggio che alle scuole di management non è stato mai insegnato.

Come finirà? Quelli che perdono il lavoro di basso livello, si ricicleranno come portieri, camerieri, mungitori, insomma, andranno a fare quello che fanno gli extracom; ma per i manager inadatti alla crisi vedo solo un futuro di emarginazione.

I rischi della Quaresima

Il Carnevale, tempo di bagordi, di eccessi e di mascherate, finisce sempre con il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, tempo di pentimento per riconciliarsi con Cristo, passando, ovviamente, con la riconcialiazione con gli altri esseri umani, i nostri simili, e sopratutto con coloro ai quali si è fatto del male con pensieri, parole, opere ed omissioni.

In un certo senso la crisi economica attuale sarà una lunga Quaresima che mette fine a un periodo carnevalesco di eccessi e bagordi che, oltre a lasciare sul selciato il vomito di chi ha troppo mangiato e bevuto, lascia anche tante ingiuste sofferenze inflitte a tanta gente.

Ora è il momento per molti di farsi un bel esame di coscienza, esaminare quello che si è fatto, pentirsene e, sopratutto, correre, e di corsa, a riparare i torti ingiustamente inflitti.

Questo non certo per intimorire quelli con la faccia di corno vecchio con la possibilità della punizione divina, quella ci sarà e non sarà su questa terra, ma quella che si deve paventare è la vendetta, molto terra-terra, che potrà scaturire in un futuro periodo di torbidi.

Se la crisi non viene bloccata ci dobbiamo aspettare un periodo di disordini diffusi e generalizzati e, come ci ha mostrato la storia, durante il marasma sociale molti approfitteranno per togliersi i sassolini che da tanto tempo avevano nelle scarpe.

Perciò, è bene restituire i debiti, materiali e morali, rimettere a posto quello che si è rubato, distratto o distrutto, ridare dignità a chi ne è stato privato, ricominciare una vita diversa, lontano dal clamore, perchè più ci si espone oggi e più si rischia domani la vendetta di chi non avrà più niente da perdere.