Cartelle fondiarie di Stato

Una delle proposte della Clinton era di far acquisire dallo stato un po’ di mutui subprime per dare sollievo alle banche e alle famiglie.

La signora ha perso la corsa e chissà se la proposta verrà portata avanti dal prossimo presidente.

L’idea non è male e anche gli economisti della Voce la trovano utile e si deve solo trovare la forma d’attuazione.

Infatti, se lo stato acquistasse uno stock di mutui dalle banche in difficoltà (per mancanza di liquidità), si avrebbero una serie di effetti positivi, senza costi per lo stato stesso, come invece avverrebbe se lo stato acquistasse azioni delle banche, che è un investimento, e basti pensare alle raccomandazioni politiche per nominare l’usciere della sede di Petralia Sottana (PA) o la ditta che farà le pulizie alla sede di Cenate Sotto (BG).

Lo stato potrebbe acquistare i mutui, direttamente o tramite una sua azienda, diventando così creditore del mutuatario al posto della banca, con il meccanismo della surroga.

Queste pratiche, acquisite in massa, non avrebbero bisogno di atti notarili e quindi non ci sarebbero oneri per i mutuatari.

Una volta subentrato come creditore lo stato potrebbe praticare tassi più bassi, e fissi.

Abbassando i tassi, milioni di famiglie e imprenditori si troverebbero con le rate da pagare in linea con quanto avevano progettato di pagare quando si erano indebitati prima che la BCE facesse la insensatezza di alzare i tassi per fare le gare con la FED e la Banca d’Inghilterra.

Il reddito così risparmiato ritornerebbe ai consumi, con tutti gli effetti positivi immaginabili.

Ma i soldi per l’operazione da dove li prende uno stato superindebitato?

La cosa è meno problematica di quanto sembri, infatti, basta che lo stato emetta dei titoli del debito pubblico con importo e scadenza pari ai mutui acquisiti e con un tasso uguale, o anche più basso, di quello praticato sui mutui. Se i mutui venissero regolati al 5%, lo stato potrebbe emettere titoli al 4%. Un’operazione quindi senza costi per la mano pubblica dove questa fa solo da garante fra un debitore ed un risparmiatore.

Proprio quello che facevano una volta le banche. Quando la banca era una cosa seria e c’era quella fesseria della banca universale che è la causa primaria della crisi finanziaria.
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Pubblicato da

cannedcat

Communication and PR manager with a sturdy background in ICT industry; fictional and non-fictional writer.

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