L’ arretratezza culturale italica

Il bellissimo libro di Enrico Beltramini “Hippie.com” spiega quanto la controcultura californiana abbia contribuito a far nascere un fenomeno come Silicon Valley.

Una fortuna derivante dall’ambiente liberale e libertario, proprio della cultura hippy, che attirò numerosi scienziati europei, oppressi dal bigottismo imperante in paesi come l’Inghilterra del dopoguerra.

In questo momento di gravissima crisi economica, dalla quale non si sa se l’Italia ne uscirà e come ne uscirà, alcune parlamentari trovano tempo per una severa interpellanza contro lo spot della TIM che sottendeva una certa libertà sessuale. Mi sembra un ottimo sintomo che l’Italia è, più o meno, ancora al dopoguerra, se non prima, in termini di antropologia delle classi dominanti.

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Libertà di parola

Sul Corriere della Sera del 6 luglio 2008, in un box dedicato al caso Alitalia, si usa molto a sproposito la parola AVIONICA che, come si vede dal link su Wikipedia, è una parola di origine USA, contrazione di aviation ed elettronics, e indica l’elettronica installata a bordo di aeromobili.

Per per il termine avionica, nel Dizionario della lingua italiana De Mauro, accessibile anche dalla Internet, la definizione è:

studio e realizzazione di apparecchiature elettroniche utilizzate in aeronautica

Lo stesso errore era pochi giorni prima in un altro articolo, a riprova che nella redazione del Corriere si è diffuso un pericoloso virus informativo dello stesso genere che c’era a Repubblica dove qualche tempo fa, parlando delle dotazioni del soldato USA, si diceva che è dotato di un compasso, traduzione molto pedestre dell’inglese COMPASS che significa bussola.

Se i nostri due maggiori quotidiani insistono e persistono nel fare di questi errori è evidente da dove viene la nostra impossibilità come paese di competere con le altre economie.

Sputtanamento Globale

L’occhiuto Garante della Privacy ha stabilito che si può comunicare lo stato di insolvenza delle imprese, una notizia che offre lo spunto per una riflessione su un arma di distruzione di brand in mano al consumatore, utente, cittadino.
Oggi l’unica cosa che conta in ambito commerciale è il BRAND, cioè il marchio, che assolutamente non può essere sporcato e svalutato da polemiche, lamentele, attacchi e da qualsiasi altra cosa negativa. In un certo senso il BRAND è più importante del prodotto o del servizio. E non sembri strano: avere un ottimo prodotto è il minimo che un’azienda debba avere per competere (perchè se non si ha nemmeno quello è meglio chiudere) e perciò la differenza la fa solo la capacità di mantenere il BRAND nei cuori e nelle teste dei consumatori! E questo si ottiene solo con tanta pubblicità ed un servizio al cliente più che eccellente!
Ogni attacco al BRAND, invece, significa perdita di clienti e fette di mercato. E perciò importante che chiunque riceva un disservizio, un prodotto scadente, o una qualsiasi mancanza di rispetto da parte di un’azienda, l’attacchi pubblicamente sui mezzi di comunicazione.
Se l’azienda ha rispetto per il consumatore, provvederà a chiudere la questione, anche prima di essere attaccata, ma, se non lo fa, allora non è un’azienda che merita i nostri soldi.
Questa strategia rivaluta stampa ed Internet perchè la lettura costringe il lettore alla riflessione, mentre la TV è evanescente: un passaggio in un TG colpisce molti, ma si dimentica subito, mentre un articolo rimane e si può facilmente passare ad altri con un click!

Cari amici avete un’arma galattica in mano: usatela! E’ ora dello sputtanamento globale!