Un razionale per l’odissea nella TARSU

Volendo trovare un razionale alla richiesta del Comune di Napoli di volere la TARSU anche ad un ex cittadino, un amico mi ha prospettato che la richiesta di farmi pagare, anche se risiedo ed ho domicilio solo a Milano, sia una richiesta legittima.

Forse si tratta di un modo per farmi pagare l’occupazione di suolo pubblico per l’immondizia a suo tempo da me prodotta e che, molto probabilmente, sta ancora parcheggiata in eco-palle in attesa di un fantomatico inceneritore di là da far partire, con accompagnamento di banda musicale e sindaco con fascia tricolore sulla panza, nel mese di mai dell’anno di poi e, ovviamente, nell’isola che non c’è.

E se non è così, sarebbe però una bella idea per una tassa nuova di zecca: la TÙMERAI, Tassa Unificata per Magazzinaggio Eterno Rifiuti in Attesa di Incenerimento.

Chiudo ricordando il nostro grande incompreso concittadino, Eduardo, che, con l’occhio lungo del poeta, aveva già preconizzato questo futuro (purtroppo) presente e che ci disse: fujtevenne!

Non “jatevenne”, ma “fujtevenne”, a sottolineare l’urgenza di scappare ambressa, ambressa, di fronte ad una situazione estrema cui nessuno potrà più rimediare.

La monnezza è ormai arrivata ai piani alti (il calembour è voluto).

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Pubblicato da

cannedcat

Communication and PR manager with a sturdy background in ICT industry; fictional and non-fictional writer.

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