2007, odissea nella spazzatura

Si sa: i cattivi sono meglio degli stupidi perchè qualche volta si riposano, e a Natale diventano anche più buoni. Gli imbecilli, invece, non si riposano mai, sono sempre in attività frenetica e, quando assurgono ad incarichi pubblici, allora esplodono in una fantasmagoria di bischerate, cazzate, coglionaggini ed italiche stronzate che, se lo viene a sapere il NYT, ci fa cacciare dalla NATO, dall’ONU, dalla UE, dall’OMS, dall’FMI e pure dalla FMB (Federazione Mondiale Bocciofili).

Avevo raccontato della disavventura nel mondo della monnezza napoletana per la quale l’ufficio tributi del Comune di Napoli mi richiede il pagamento della TARSU per l’anno 2005, per una casa lasciata nel lontano 1996, e dove abita ora un’altra persona che sta pagando (per non avere il servizio, considerate le montagne di monnezza che fra poco competeranno con il Monte Somma ed il povero Vesuvio che si sente fremere dentro dalla vergogna.)

E’ accaduto che in questi giorni natalizi l’ufficio tributi del Comune di Napoli mi abbia chiesto altri euro per la TARSU relativa all’anno 2006, quando io ero ormai un certificato cittadino milanese.

E così dovrò gestirmi due contenziosi per cartelle esattoriali con la bronto-sauro-crazia italica.

E tutto questo nel 2008, nell’era dell’informazione, e quando in Italia esiste una legge antiterrorismo, ancora vigente, che impone a chi occupa un alloggio di segnalarlo alle autorità di Polizia, cioè sempre allo Stato, che quindi ben sa che: io non abito più là, ora non abito più là, ho una casa bellissima, ma che non sta più a Napoli (da cantare sulle note della “Gatta” di Gino Paoli).

Buon anno 2008 e che la Befana vi porti l’occasione di andarvene per sempre all’estero.

In un qualsiasi paese civile.

Cioè in tutti quelli dell’ONU esclusa la Repubblica Italiana.
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Perchè il NYT ci ha "trattato"

Il New York Times (NYT) ci ha definito un paese triste ed in declino e molti si sono rizelati, a cominciare dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, alla sua veneranda età, dovrebbe conoscerlo bene questo paese e perciò evitare di difendere anche l’indifendibile.

Vorrei però rassicurarloperchè il NYT ci ha fatto un trattamento di favore in quanto, non avendo i suoi giornalisti la sfortuna di vivere in un paese dove l’amministrazione pubblica tortura i suoi cittadini, nemmeno si immaginano che siamo in effetti in totale disfacimento.

Vivo a Milano dal luglio 2005 ed in precedenza abitavo a Napoli in una casa dove ci sono stato dal 1996 (novantasei). In precedenza abitavo in un’altra casa dove ci sono stato dal gennaio del 1973 (settantatrè) al 1996 (novantasei). Ciò premesso, accade nel 2007 (duemilasette) che l’ufficio tributi del comune di Napoli vuole che io paghi la TARSU per il 2005 (cioè per il ritiro e riciclo della monnezza!) per l’appartamento che io ho abitato dal 1973 al 1996 dove, per altro, c’è un altro contribuente che paga regolarmente e che mi ha fornito copia delle bollette (ta-da!) del 2005. Sapete perchè di tutto questo? Io sono ancora censito come abitante del vecchio appartamento perchè non c’è alla mia posizione il piano e l’interno. Cosa accade adesso? Devo dimostrare all’ufficio tributi con una bolletta del gas, dell’enel o con la disdetta del contratto di locazione che /io non abito più la, ora non abito più là, ho una casa bellìssima, bellissima ma che non sta a Napoli/ (da cantare sulle note delle Gatta di Gino Paoli).
Il problema è che dopo 10 anni e due traslochi è difficile trovare le bollette del gas, dell’enel o la finita locazione e quindi mi sto arrabbattando per dimostrare in qualche modo che /non abito più la, ora non abito più la/….
Ma non è finita perchè qualcuno potrebbe pensare che solo il sud è un disfacimento.
Quando mi sono trasferito a Milano nel luglio 2005 ho fatto la denuncia di occupazione al Comune di Milano e l’ufficio tributi del comune di Milano, che ha sede a circa 1 km dall’anagrafe (in città ed in zona servitissima dai mezzi pubblici), mi ha mandato la cartella per la TARSU nel 2007 e dopo che sono andato due volte a fare una fila di 60 persone, in media, per vedere perchè non mi mandavano la bolletta per la TARSU (ritiro e riciclaggio monnezza che a Milano almeno si fa ed è giusto pagare). In parole povere, il comune di Milano non ha preso soldi per due anni, tutto questo nell’epoca dei computer, anche se bastava mandare uno dei migliaia di dipendenti del Comune di Milano a portare a mano la mia richiesta di iscrizione all’anagrafe fino all’ufficio tributi. Cosa per altro piacevole perchè una bella passeggiata fra bella gente e bei negozi.

Buone feste e fujtevenne!