Il banchiere sempre in piedi

Qualche giorno fa Draghi aveva messo le mani avanti facendoci sapere quello di cui tutti si erano accorti: le banche centrali non sono in grado di “capire” le economie diventate troppo complicate. Ciò nonostante la FED e la BCE intervengono a testa di cane ed i disastri dell’aumento indiscriminato dei tassi le vediamo nelle nostre tasche sempre più al verde.

Oggi abbiamo un’altra chicca di un altro ex banchiere centrale, TPS, che sul Corrierone ci fa sapere un’altra ovvietà: che le banche centrali non sono fra loro coordinate e lui auspica che più prima che poi si metta in piedi un meccanismo di sorveglianza europea (ma così limitato a che serve?) che possa capire come i flussi finanziari si muovono in uno spazio ormai ad enne dimensioni.

Considerato che i banchieri centrali escono quasi sempre indenni da qualsiasi crisi economica, anche ne se sono fra i maggiori responsabili, queste uscite sembrano un classico “mettere le mani avanti”, magari per non essere coinvolti in qualche tumulto di piazza che, prima o poi, scoppierà in qualche parte d’Europa quando le persone comuni, consumati gli ultimi risparmi, esauriti tutti i lavori legali, grigi ed in nero, si renderanno conto che non si può più comprare pane e latte.

Come Ercolino sempre in piedi, famoso giocattolo premio della Galbani, anche i banchieri centrali non cascano mai grazie ad un solida base di leccaculo spontanei, fatta sopratutto di commentatori economici incompetenti.

Volo cieco

Sul Corriere del 23 novembre il buon Draghi si è lasciato sfuggire una interessante perla:

“…la diffusione di nuovi strumenti finanziari rende anche più difficile l’interpretazione di alcuni indicatori tradizionali delle banche centrali, in particolare l’andamento della moneta e del credito. Hai detto cotiche!

In un altro post di settembre avevo già espresso qualche dubbio sulla capacità della FED e della BCE di guidare economie complesse ed interconnesse con il solo strumento del cambio. Oggi scopriamo dal candido Draghi, la fatina che doveva risolvere tutti i nostri problemi bancari, che Bernake e Trichet non hanno nemmeno il cruscotto da cui ricavare indicazioni su che sta succedendo.

Siamo messi proprio bene: 500 milioni di europei e 300 milioni di americani affidati a due piloti che volano nel nebbione, senza strumenti e forse anche con gli occhi bendati.

Il fattore umano

Tutti gli scenari ci dicono che quello dell’energia, a meno di qualche coniglio estratto dal cappello di un qualche genio, è un problema senza soluzione.

Qualsiasi risorsa energetica è destinata ad esaurirsi, è troppo costosa da gestire o è impraticabile come lo è la folle idea che carburante derivato da prodotti agricoli, sufficiente per le attuali e future esigenze, possa essere prodotto su questo pianeta. Infatti, fatti quattro conti della serva, si è visto che ci servirebbe un altro pianeta Terra da mettere a cultura per produrre bioetanolo o biodiesel.

Quello che è strano in questi discorsi, ed anche in quelli che riguardano l’inquinamento, è che nessuno parla mai della causa scatenante la penuria di energia, il rarefarsi delle materie prime e dell’effetto serra.

Nessuno che dica una verità incontrovertibile: il pianeta Terra è sovrappopolato e ne occorrebbe già un altro mezzo in più per dar da vivere agli umani che lo abitano oggi.

Anzi, invece di convincere gli abitanti del sud del mondo a non affollare il nord del pianeta, già troppo sovraffollato, si fa a gara a chi intruppa ancora più gente in Europa dove i posti a sedere sono già esauriti da un pezzo, così come sono terminati gli strapuntini ed i posti in piedi.

Ma nessuno se ne vuole accorgere: chi vende case vuole altri abitanti, chi mette su supermercati vuole altri clienti, chi produce case e prodotti per i supermercati vuole altra gente che costruisca case e che raccolga pomodori e fragole da vendere nei supermercati.

Finchè, un bel giorno, qualcuno, schiacciando l’interruttore, si accorgerà che la luce non arriva più.

Singapore sotto dittatura e Italia democratica

Come ci ricorda il buon Beppe Severgnini sul Corrierone del 15, a Singapore (ahime! sotto un durissima dittatura) c’è tantissimo ordine, e qualcuno penserà: pure troppo, è una vergogna.

Ma da noi, anche solo l’uno percento dell’ordine di Singapore ci andrebbe di lusso, rispetto allo sfascio totale che parte dalla testa (e che fete sempre di più di giorno in giorno) e arriva fino all’ultimo degl italiani che ci sguazza benissimo in questa abominio che è l’Italia del 2007

2007! Avete capito bene! Non 1859, ai tempi di quel retrogrado del Papa Re, di quel sanguinario di Radeztsky e di quei fetentoni dei Borboni.

L’amara constatazione è, nella improbabilisssima ipotesi che anche da noi ci fosse un qualcuno/a con gli attributi per dare al paesone chiamato Italia una bella regolata, che dopo qualche mese di dovuta faccia feroce si ridurrebbe comunque ad una dittatura molto all’acqua di rose, o meglio, alla sciacquatura bisunta di piatti e tazze.

D’altra parte siamo il paese che ha inventato: l’opera dei pupi, l’opera buffa e le arlecchinate che oggi, dalle tavole della Scala, del San Carlo e della Fenice, si sono trasferite nei salotti TV.

Severgnini, invece di farci sognare di avere una infima percentuale dell’ordine che regna sovrano a Singapore farebbe bene a fare il suo dovere civico di intellettuale giramondo avvisando chi può di lasciare la nave Italia ASAP perchè il disastro combinato dagli argentini sarà niente di fronte alla durisima nasata che stiamo per prendere.

l’Italia del Panopticon fiscale

Una delle follie illuministiche è il Panopticon, un tipo di costruzione carceraria che permette, da un solo punto centrale, di controllare una grande serie di celle, senza che i carcerati si possano rendere conto di essere controllati e che, perciò, si dovrebbero autodisciplinare in quanto non sanno mai quando l’occhio che tutto vede si poserà su di loro.

Questo principio fisico è derivato da quello filosofico di uno stato totalizzante che obbliga tutti i suoi cittadini a comportamenti virtuosi creando strutture di sorveglianza globale che, proprio perchè ritenute efficaci contro i comportamenti devianti, sono invocate e messe in atto dagli stessi cittadini.

La follia di questa richiesta è massima anche in materia fiscale quando i cittadini italiani chiedono che siano messi in piedi sistemi di conflitto di interesse (che non esistono in nessun paese del mondo) che dovrebbero magicamente costringere il medico o l’idraulico, che non emette la fattura, ad essere costretto a fare il suo dovere perchè lo stato mette in piedi un sistema elettronico di sorveglianza globale che vede ogni transazione economica e quindi ogni reddito, con lo scopo nobile di far pagare tutti e quello più meschino di evitare di pagare le proprie tasse, o pagarne di meno.
Insomma il panopticon fiscale si invoca nell’illusione tipica italiana che siano sempre altri che debbano pagare e che l’essere costretti a pagare è una specie di ingiustizia.

Se proprio uno deve…

L’anziana mamma di un amico si preoccupava del poter finire seppellita nel cimitero della sua città. Un grande cimitero affollato, triste e caotico come può essere solo un cimitero di una metropoli. E perciò aveva pregato i suoi figli di seppellirla in quello di Vico Equense, sulla costiera sorrentina, perchè almeno di là si poteva godere del panorama del golfo di Napoli, con il Vesuvio da un lato e Capri immersa nel mare.

Parecchi avranno il loro cimitero preferito dove vorranno essere sepolti e, se il luogo è anche un posto ameno e panoramico, l’andarsene, se proprio uno se ne deve andare, sarà forse meno duro.

Questo di Saint Tropez non è male, anche se è un posto che è meglio goderselo da vivi.

Locuste e pecorai

La vacca Generali dal suo tranquillo pascolo triestino ha scoperto di essere una preda bella grassa per i fondi locuste che vanno a caccia di occasioni per massimizzare l’investimento dei propri clienti. Come al solito c’è qualche italiano, anche fra gli addetti ai lavori, che cade dal classico pero e si meraviglia di questa novità che in un tempo molto rapido farà passare in mano ai fondi tutte le aziende quotate italiane che sono assolutamente non in grado di difendersi da una potenza di fuoco (cioè di denari) che, come si è espresso un gestore di fondi americani, è in grado di “ingoiare l’intera borsa italiana in una settimana“.

Evidentemente nelle nostre aziende non ci sono strategist, cioè gente il cui lavoro è quello di pensare a quello che succederà fra tre, quattro anni, e si preferisce gestire il contingente con un orizzonte che non va al di là dei bastioni di Milano, delle mura aureliane e dei murazzi torinesi.

Quest’estate ne ho conosciuta una, Laura, una smartissima 30enne bostoniana italo-americana di NYC, che deve prevedere, senza palla di vetro e turbante da maga di Tobruk, cosa succederà nel mondo della moda fra tre, quattro e cinque anni perchè la sua catena di 49 negozi di moda deve sapere per tempo: chi saranno i futuri clienti, chi avrà soldi da spendere, quanto potranno spendere, come cambia l’antropologia culturale e quali impatti avrà sull’altezza della vita dei jeans e sulla lunghezza delle gonne.

E non è un caso che questo succeda in USA, in parte anche in UK e FR, e molto poco da noi. Per oltre 70 anni le nostre classi intellettuali di qualsiasi genere sono state arruolate per far scoppiare una rivoluzione e/o per impedirla e/o, al limite, edulcorarla e, nel frattempo, si è impedita e spenta ogni capacità di analizzare con l’occhio dell’intellettuale i segnali che il futuro lancia sempre all’oggi.

Questa è la ragione per cui da noi generi come la fantascienza non sono mai stati troppo amati e questa è anche la ragione per cui si è dato l’ostracismo a Pasolini la cui fine, tragica e banale, è stata catturata anch’essa per farne un tassello per una rivoluzione che non c’è stata e mai ci sarà.

Questo è un paese che cammina lentamente perchè ha la testa completamente rivolta al passato, remoto, of course, perchè l’Italia è rimasto culturalmente un paese bucolico dove il pastore userà anche il cellulare, ma per segnalare al suo aiutante che può bruciare il bosco per fare prato perchè non c’è in vista nessuna guardia forestale e non ci sono in orbita satelliti per scoprire in tempo gli incendi!